Archeologia Industriale
La storia del processo industriale si basa in gran parte su materiali reperibili e riciclabili; gli edifici industriali, progettati per un uso temporaneo e tecnologie specifiche, durano solo quanto il loro scopo (come gli archivi aziendali e i disegni tecnici) e sono molto più obsoleti degli edifici tradizionali. Da qui la necessità non solo di studio, ma anche di inventariazione e conservazione di ciò che oggi è considerato parte del patrimonio culturale di un paese, anche ai fini della musealizzazione o del riutilizzo, per scopi culturali, di edifici o ambienti che sono siti storici del processo di industrializzazione. Nei paesi anglosassoni, ma anche in Europa e in Italia, oltre allo studio e alla conservazione del patrimonio industriale, sono stati ottenuti risultati significativi nel riuso e nella valorizzazione degli edifici, degli ambienti e dei territori industriali, luoghi storici del processo di industrializzazione.
L'archeologia industriale (AI) è lo studio sistematico delle testimonianze materiali associate al passato industriale, indicato come patrimonio industriale, e comprende edifici, siti, infrastrutture, associati alla produzione, alla fabbricazione, all'estrazione, al trasporto o alla costruzione di un prodotto o di una gamma di prodotti. Il campo dell'archeologia industriale comprende una serie di discipline tra cui l'archeologia, la conservazione storica, la museologia e altre specialità, al fine di ricostruire la storia delle attività industriali passate.
L'archeologia industriale è lo studio sistematico delle testimonianze materiali del passato industriale, tra cui fabbriche, siti e infrastrutture. Questa disciplina interdisciplinare (che combina archeologia, architettura, storia e ingegneria) esamina le strutture esistenti e i siti archeologici, spesso attraverso scavi, trasformando vecchi complessi industriali in centri culturali o preservando aree. Cerca di recuperare storie industriali incomplete attraverso l'analisi di manufatti fisici e architettonici.
IN QUESTO PROGETTO UNICO E PRESTIGIOSO ABBIAMO PARTECIPATO ALLA SEGUENTE OPERAZIONE DI CONSERVAZIONEI.
CRESPI APPARTIENE AL SITO DEL PATRIMONIO MONDIALE DELL'UNESCO.
I materiali impiegati per la costruzione della ciminiera sono dei laterizi, materiali a pasta porosa. Questi manufatti hanno risentito maggiormente dell’interazione con gli agenti esterni (endogeni ed esogeni) la loro superficie , già profondamente caratterizzata e segnata superficialmente dalla eventuale erosione, diviene, una volta in opera terreno di una serie di modificazioni, legate alle condizioni e determinate dall’esposizione degli agenti atmosferici. In primo luogo a contatto con l’aria si ha una variazione delle caratteristiche chimiche e fisiche della superficie, dove si forma, nell’arco di anni, una patina ossidata più o meno levigata. La patina può esercitare un’azione protettiva sul materiale esposto, determinando la patina cromatica e in definitiva, ne caratterizza l’effetto estetico. La patina naturale è il prodotto di un lento processo di microvariazioni ed è quindi una peculiarità del materiale storico; non solo, ma la sua formazione sui laterizi e malte esposti alle attuali atmosphere urbane è totalmente pregiudicata dall’azione delle sostanze inquinanti che provocano un deterioramento degli strati esterni molto più rapido della genesi della patina.
Lo scopo che ogni operazione di pulitura, indipendentemente dal sistema prescelto, deve prefiggersi è quello di asportare dalla superficie ogni tipo di deposito incoerente, per quanto riguarda la rimozione di depositi incoerenti presenti sulle superfici che, a differenza delle croste, non intaccano la natura chimica dei laterizi, è stata eseguita ricorrendo a dei sistemi meccanici semplici, facile da applicare come spazzole di saggina pennelli ecc. L’operazione d'intervento conservativo in se è risultata semplice esercitando una leggera pressione strofinando le superfici con passaggi a pressione costante con spazzole e pennelli morbidi seguendo sempre la stessa pressione, in presenza di sporco superficiale particolarmente ostinato ha permesso la ripetizione esecuzione dell'’intervento .
